Soffici masse pannose sovrastano le verdi pianure...
La curiosità è la madre della scienza ed è la prima via che porta alla conoscenza...

Purezza e speranza congiunte in unisono...

mercoledì 5 dicembre 2012

FRONDE

Intiepidire l'animo
con nuovi profumi
di vita,
sentore d'un volo
d'ali spiegate.
Fruscio di fronde,
suoni di foglie
spente dal vento.

© 2011 Giorgia Catalano
Tutti i diritti riservati - Vietata la riproduzione anche parziale senza l'autorizzazione dell'autrice.

Tratta dalla mia raccolta poetica:
"UN PASSAGGIO VERSO LE EMOZIONI"
PHOTOCITY EDIZIONI
Novembre 2012
ISBN  978-88-6682-321-6

Dal breve ritratto critico del poeta Luciano Domenighini.

FRONDE
Pur breve, questa lirica ha un’insolita ampiezza di respiro.
L’impiego dell’infinito dà agio e leggerezza alla delicata sinestesia dei primi cinque versi e la nitida, intensa eloquenza delle immagini  fa pensare a due eleganti metafore della gIovinezza.
Audace la sintassi degli ultimi due versi con inversione di significato dell’azione dell’agente.

Tutti i diritti riservati - Vietata la riproduzione anche parziale senza l'autorizzazione dell'autrice

VENTO SMARRITO


Afferro con gli occhi
lo sguardo eterno
dell'infinito,
del terso cielo
di primo autunno,
delle caduche foglie
che respiran del vento,
un flebile alito
smarrito.

Giorgia Catalano
© 2012Tutti i diritti sono riservati -
Vietata la riproduzione anche parziale senza l'autorizzazione dell'autrice.

(Tratta dalla raccolta poetica: "Un Passaggio Verso le Emozioni")

Dal breve ritratto critico del poeta Luciano Domenighini:

VENTO SMARRITO
Una breve lirica di nove versi brevi,  l’istantanea di una sensazione cosmica, detta tutta d’un fiato, poggiata sulla metafora  “afferro con gli occhi” che la rende estemporanea, intensa e fuggevole, dove la Natura è personificata.  Due sguardi che s’incontrano.
Il ritmo è fluente, musicale, dolce.

DENTRO, UN VUOTO


Dentro, un vuoto.
Baratro buio e profondo
dove abitan paure di bambina,
dove cerchi un lume
di speranza che rischiari
i tuoi passi.
Affondi negli spazi della vita
rancorosa.
Lo specchio ritrae la tua pena.
Cogli col cuore un attimo
di serenità fuggente,
di un amico il sorriso.
Alle risposte, il tempo.
Quelle che non han dimora,
quelle ch'abitan in dì lontani
quand'odoravi il profumo di vita.
Ammiri te stessa.
Occhi chiusi,
respiri la tua stessa essenza.

Giorgia Catalano
© 2012 Tutti i diritti riservati -Vietata la riproduzione anche parziale senza l'autorizzazione dell'autrice.

(Tratta dalla raccolta poetica: "Un Passaggio Verso le Emozioni")

Dal breve ritratto critico del poeta Luciano Domenighini:
DENTRO, UN VUOTO
Tre parti, una di descrittività interiore (vv. 1-8), una esteriore, oggettiva (v. 9) e una terza esortativa (vv. 10- 19) compongono questa lirica, certamente fra le più riuscite della raccolta, grazie all’eloquente sobrietà dei brevi periodi ellittici,  esempio felice di quella nitida sintesi verbale che è un po’ la cifra distintiva della Catalano.
Capolavoro dell’eloquenza di questo procedimento retorico di sottrazione, è il tredicesimo verso ( “Alle risposte, il tempo.”), un ottenario bipartito, che riproduce lo schema del titolo e in cui una virgola a metà verso  ha funzione di predicato sottintendendo un imperativo, qui impersonale ( sia dato, si conceda),  modo,  che nel decimo (“Cogli”), diciassettesimo ( “Ammira”) e diciannovesimo vesso ( “respira”) si presenta nella più diretta seconda persona singolare  realizzando un’esortazione riflessiva, solipsistica, di notevole efficacia e suggestione.