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Purezza e speranza congiunte in unisono...

martedì 12 marzo 2013

RECENSIONE a cura del poeta, critico letterario e critico d'arte Guido Signorini alla raccolta poetica: "Un Passaggio Verso le Emozioni"




Scoprire, provare emozioni durante la stesura di un componimento poetico, classico o contemporaneo che sia, è ciò che auspica ogni lettore e scrittore. Che tale desiderio si manifesti attraverso la lettura o la scrittura di versi acerbi, a volte impropri, a volte eccezionalmente belli, ha scarsa importanza se, la “ferita” di quei versi arriva dritta al cuore. Leggendo il lavoro poetico di Giorgia Catalano la sensazione emotiva si può cogliere già nel titolo, dove il “passaggio” verso le emozioni (quelle del poeta e del lettore) implica un’azione, un transito il cui significato assume carattere binario. Da una parte l’autrice cerca simbolicamente, attraverso i suoi versi, il sentiero introspettivo delle proprie emozioni, dall’altra lo stesso passaggio o transfer, è catapultato di forza nell’inconscio del lettore. Analizzando alcuni frammenti della silloge si può notare come l’autrice modifichi, sapientemente, il registro linguistico in componimenti diversi.

Nei versi

Luce
s’infrange nei nostri occhi,
si sbriciola in cristalli
di sopravvivenza,
“sfogliati”
pagina dopo pagina.
(stralcio dalla lirica: "ANIMA" pag. 7 della raccolta poetica)

il divenire dell’azione è espresso attraverso l’intemperanza della luce che si trasforma in accoglimento, in attesa di un qualcosa che disegni speranze o solo consapevolezza di esistere.

mentre in


Fruscio di fronde,
suoni di foglie spente
 dal vento.
(stralcio dalla lirica: "FRONDE" a pag. 22 della raccolta poetica)

la forza onomatopeica del verso, apparentemente primaria, viene surclassata in un efficace contrasto linguistico dove il recepimento dell’immagine diventa quasi surreale.

In

chiodi a una parete
fissati,
dove s’impiglian pensieri
d’ogni forma e colore,
di mille ragioni abbigliati.
(stralcio dalla lirica: "PIUME DI PENSIERI" a pag. 23 della raccolta poetica)

l’azione assume un ruolo metafisico ed estetico di rilevante forza cromatica.


mentre in


Onde spettinate dal vento
che soffia,
che carezza
quest’acque imbrunite dal calar
della sera.
(stralcio dalla lirica: "MERAVIGLIA" a pag. 34 della raccolta poetica)

 è l’estensione dell’immagine a dominare, fino ad affievolirsi metaforicamente in un calar della sera che è forse bisogno di serenità interiore.

Una poeticità pacata ma straordinariamente efficace si trova in


Remar
verso il largo d’un mare
che piano, in silenzio,
s’acquieta.
(stralcio dalla lirica: "INCRESPATE" a pag. 42 della raccolta poetica)

dove l’irruenza incontenibile si trasforma in abbandono leopardiano.

Questi, alcuni degli aspetti di una possibile lettura nell’affrontare la poesia di Giorgia Catalano, dove ogni componimento è soggetto ad un dualismo interpretativo in cui l’autrice, emotivamente coinvolta, gioca con il linguaggio, ora disarmandolo, ora arricchendolo d’immagini narrative. Le sue emozioni diventano le nostre, in un gioco di scambi e di rimandi abbellito da sensazioni in cui, i colori e la natura, giocano un ruolo primario.


Guido Signorini


marzo 2013

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